domenica 19 settembre 2010, ore 18
Monsano, Chiesa degli Aroli
MUSICA AL QUADRATO
Musiche di I. Stravinskij e L. Di Giandomenico
direttore Luciano Di Giandomenico
Cantanti e Professori d’Orchestra Progetto Sipario
domenica 19 settembre 2010, ore 18
Monsano, Chiesa degli Aroli
MUSICA AL QUADRATO
Musiche di I. Stravinskij e L. Di Giandomenico
direttore Luciano Di Giandomenico
Cantanti e Professori d’Orchestra Progetto Sipario
Cantico di Perdonanza, cantico d’Amore, nasce dall’idea di proporre per le celebrazioni della 716^ Perdonanza Celestiniana uno spettacolo di musica, narrazione ed immagini video che si faccia portatore delle istanze più sincere del messaggio di Celestino V. In un periodo come questo, dopo gli eventi drammatici del sisma del 6 Aprile, quando in pochi secondi ci siamo resi conto in maniera visibile e concreta della caducità delle cose, degli averi e soprattutto della vita, riteniamo che sia importante portare alla luce quelle che sono da sempre e, in questo momento ancor di più, le domande esistenziali proprie dell’uomo. Lo spettacolo, perciò, si svilupperà attorno a cinque momenti principali, attorno ai cinque grandi interrogativi dell’uomo: la morte, la vita, l’amore, il perdono e la gioia. Ogni momento è introdotto da un resoconto delle esperienze vissute da un individuo, un individuo ideale che potrebbe essere qualsiasi uomo in qualsiasi parte del mondo, che si interroga sul senso profondo della propria esistenza in relazione a quanto ha visto nel corso della sua vita e pone una domanda, reiterandola e modellandola a seconda della realtà che si trova ad analizzare. È un anelito a conoscere la verità profonda delle cose. La verità sulla morte, sulla vita, sull’amore, sul perdono e sulla gioia. Quelle verità che Pietro da Morrone, prima e Celestino V, poi, si trova a dover metabolizzare, come paradigma di ogni esperienza umana, e dalla cui conoscenza e accettazione dipende la propria, personale felicità. Ogni momento è conseguenziale e legato indissolubilmente a quello che lo segue, in un rapporto di causa ed effetto che potrebbe protrarsi all’infinito. Dall’accettazione della morte dipende la vita, dalla conoscenza profonda e consapevole della vita dipende l’amore, dall’incontro con l’Amore dipende il perdono la cui naturale conseguenza è la gioia. Sullo sfondo delle immagini del sisma che ha ferito la città, elaborate e riprese da Tiziana Spera, con la voce versatile e profonda di attori di grande sensibilità come Bartolomeo Giusti e Claudio Marchione, grazie alle sonorità affascinanti dell’ensemble Gli Archi del Cherubino, con la partecipazione dell’ensemble di musica antica Aquila Altera e grazie all’appoggio logistico di istituzioni prestigiose come il Teatro Stabile d’Abruzzo, lo spettacolo, che prevede il coinvolgimento di circa 40 artisti sul palcoscenico, si pone come scopo ultimo quello di riconsegnare agli aquilani e, diremo, agli italiani il senso profondo della propria appartenenza alla terra da cui sono, siamo stati generati, riconsegnando ad ognuno, che lo desideri, la propria identità di cittadino del mondo, di cittadino italiano e di cittadino aquilano, imparando anche ad amare la città che altri prima di noi hanno amato, come Celestino V. Se riusciremo a fare ciò forse avremo contribuito anche noi a ricostruire un po’ della nostra città, nella consapevolezza che l’amore è come un fuoco ed è più forte della morte e le acque non lo spegneranno. Questo è il nostro piccolo contributo, un’opera che può essere assimilata ad una dichiarazione d’amore per la città dell’Aquila, ad una dichiarazione d’amore alla vita, nella speranza di riottenere quello che ci spetta dal 1254: la nostra splendida città. È un inno alla gioia. L’Aquila bella mai non pò perire.
Carissimi Angeli,
volevo ringraziarvi per la vostra presenza al dramma vissuto dalla nostra gente. La vostra vicinanza morale ed umana esplicitata attraverso il lavoro per il quale avete messo a rischio la vita, speso il vostro tempo, sottratto la presenza alle vostre famiglie ed alla vostra terra, contribuisce a darci la forza di credere nella vita. Io credo che esistano davvero gli angeli in cielo per tanti motivi di vita vissuta e aver potuto conoscere tanti di voi in questi mesi rafforza in me l’ idea che alcuni di questi angeli vivono concretamente attraverso le persone. Lo spirito che anima la “musica degli angeli” è il mio tentativo di mettere in comunione i nostri sentimenti con voi attraverso un filo invisibile che muove i nostri passi e informa le nostre idee da una dimensione altra; voglio sottolineare la riconoscenza che tutti i cittadini aquilani hanno con naturalezza corrisposto a voi “angeli” di questo sisma.
…Chi non trova il paradiso quaggiù
non lo troverà neanche in cielo .
Gli angeli stanno nella casa
accanto alla nostra
ovunque noi siamo …
Emily Dickinson
Manet Immota (canzone d’amore per l’aquila)
testo di Roberto Biondi
musica di Luciano Di Giandomenico
Voli spietata a volte altezzosa
Regina del cielo borghese sorniona,
regina amata diruta sognata ferita lasciata riavuta
Tu che predavi selvaggia sei preda
ferita segnata colpita squassata
su nevi su ghiacci fessure di roccia
una lesione profonda ti lacera adesso
Regina d’Abruzzo! Regina d’Abruzzo!
Chi t’ha predato? Chi t’ha ferito?
madre e sorella spesso incompresa
vergine casta figlia ed amica splendida sposa.
Rimani salda! Manet immota!
Mi tendi una mano il tuo pianto
consolo lontano consolo orfano figlio
da solo ti guardo sfinita mia sposa, Sposa devota
torna ti prego manet immota.
Chi t’ha predato? Chi t’ha ferito?
donna abusata torna a volare
sposa violata riprenditi il cielo.
Ti amo mia terra anche se tremi
ti amo mia terra tu m’appartieni
ti amo mia terra nulla ti scuota
torna ti prego, Manet immota!
27 agosto 2009, ore 21.00 piazzale orientale della Basilica di Collemaggio (orto botanico)L’associazione musicale Gli Archi del Cherubino, l’associazione per la musica antica Aquila Altera, l’ente musicale Società Aquilana dei concerti “B. Barattelli”, il Teatro Stabile d’Abruzzo
Presentano
Cantico di Perdonanza,
cantico d’Amore
Cantata per musica, narrazione e proiezioni video
Ideazione e direzione musicale: Luciano Di Giandomenico
Libretto: Roberto Biondi
Immagini ed elaborazioni video: Tiziana Spera
Voci recitanti: Bartolomeo Giusti e Claudio Marchione
Soprano: Camilla Illeborg Leggi il resto di questo articolo »
…fino al 5 aprile 2009 h 23:59
Speranza! Una parola che non capisco fino in fondo, dai contorni un po’ sfocati, dal significato oscuro, a volte persino esagerata! Non fa parte del mio vocabolario. Va bene così…perché sperare! Forse ci manca qualcosa? Forse non ho sposato la donna della mia vita? Forse non scrivo la musica che volevo? Forse non sono quello che volevo essere o non ho ottenuto tutto ciò che desideravo? Forse i miei figli non sono sani, bellissimi e molto molto intelligenti? Perchè non sono felice? Che cosa voglio di diverso? Perché cerco al di fuori di me?Speranza…Hope!
6 aprile 2009, h 1 e spiccioli…la natura inizia a borbottare…non mi intimidisce…continuo a pensare che tutti stìano esagerando; sono mesi che trema la nostra città; Marzia ed i bambini sono sul divano del salone…notizie sul calcio anche all’ una di notte…Emanuele è tifosissimo della roma come sua mamma e come tutti gli Zingarelli. Vado a dormire, porto anche i bambini, denti lavati, preghiere insonnolite, pigiama e tutti a nanna; mi mancano poche pagine del mattone di Follet seguito dei Pilastri della terra…lo finisco e dormo…almeno ho terminato il romanzo…
6 aprile 2009, h 3 e 32 ca…la nostra vita è cambiata irrevocabilmente! E’ vero, siamo scossi ma non distrutti!
Speranza…Hope! E’ la parola d’ordine in questi giorni, quella che mi suggerisce uno spirito diverso dal solito, dalla solita vita liscia, forse piatta e borghese, che ho vissuto in questi anni chiedendomi continuamente che senso avesse vivere un’ esistenza tirando a campare in superficie, mirando in fondo a passarmela bene in salute, col lavoro, col matrimonio, con i figli, con le persone che mi circondano, con quelle che mi chiedono, con chi pretende, con chi più semplicemente mi ama così senza tante pretese.
Gli angeli esistono! In cielo ed in terra! Ce li manda Dio, di questo sono sicuro, si presentano con un elmetto in testa o dentro una piccola bara bianca, ma vengono a noi per salvarci dalla paura, dalla menzogna di chi vuole farci vivere senza speranza, da noi stessi quando ci inganniamo in un vicolo cieco. Portano con se un tesoro in vasi di creta, un dono speciale incartato alla buona, una luce fioca che ci consegnano con l’ auspicio che possa essere alimentata dal nostro spirito. Andiamo avanti! Combattiamo una giusta battaglia per il futuro di quelli a cui non dovremmo sopravvivere, ripartiamo dalla bellezza che salverà il nostro tremante cammino. Arrampichiamoci alla nostra unica ancora di salvezza, che sia musica, arte, Dio o quello che di profondo abita in noi. La speranza è l’ ultima… goccia d’acqua quando il deserto ti stritola.
Il Coro Edelweiss del CAI di Torino, assieme all’orchestra della Istituzione Sinfonica Abruzzese diretta dal Maestro Vittorio Antonellini, ha eseguito domenica 7 maggio 2006 presso l’ Auditorium della RAI di Torino la Cantata commissionata a Luciano Di Giandomenico per le musiche e a Francesco Zimei per la parte letteraria, registrando un successo di pubblico e di critica straordinario.
Si è molto parlato e discusso negli ultimi tempi di cultura della montagna, della sua esistenza e del suo futuro.
“La Musica del Silenzio - La montagna incantata” vuole essere un contributo a questa riflessione, proponendo testi di autori prestigiosi, che a vario titolo si sono occupati della montagna, spesso rivelatori o profetici, in chiave non solo razionale ma anche emotiva. Leggi il resto di questo articolo »
Tony Pancella, pianista di fama internazionale, anima del jazz abruzzese e del Chieti festival mi parla al telefono a lungo di Walter Norris «un grandissimo vecchio del jazz; uno che ha suonato con tutti negli States ed in Europa… »; io non conoscevo nessuno dei due personalmente, ne avevo sentito parlare molto ma nulla di più. Tony mi piace subito! E’ schietto, simpatico, entusiasta del suo lavoro e dell’amicizia che lo lega a Walter…quasi una venerazione! E soprattutto ha una grinta contagiosa: mi coinvolge subito; studio con avidità le partiture che Alan Broadbrent ha scritto per questo concerto; anche lui si rivela un gigante, scrive una musica complessa dall’ orchestrazione di altissimo livello piena di Ravel, Debussy, De Falla… le idee musicali sono molto moderne; allievo del grande Lennie Tristano all’ inizio della carriera lavora come pianista e arrangiatore con la Woody Herman Big Band poi Henry Mancini, Natalie Cole…gente così. Leggi il resto di questo articolo »
un concerto, commissionato ed edito da RAITRADE; un incontro tra mondi e linguaggi apparentemente assai distanti tra loro ma dalle radici comuni; una lingua viva come il jazz, due compositori del nostro tempo, un’orchestra sinfonica di oltre 40 elementi, un trio di jazzisti affermati.
un concerto che si rivolge a molteplici contesti culturali, conquistando il grande pubblico, sia quello giovanile che quello adulto, in un gusto trasversale.
In un’ottica di promozione della musica d’oggi, che superi le nicchie e i confini musicali restrittivi di genere, si è definita l’intesa tra RAITRADE e l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, una delle 13 Istituzioni Concertistico-Orchestrali italiane, da anni attiva anche nella musica contemporanea, sia nelle esecuzioni che nelle commissioni di opere prime. Leggi il resto di questo articolo »
“Veni Sancte Spiritus”, cantata scenica sacra su testo di Roberto Biondi, è un progetto che avevo in mente da molti anni: scrivere la musica partendo dal luogo a cui è destinata, rappresentare il suono che più si addice alle pietre che lo ospiteranno, quelle pietre che lo hanno ascoltato nella forma ad esse più congeniale per centinaia di anni. Penso che se il suono non mette in vibrazione nulla di quelle componenti strutturali che lo ospitano, dentro e fuori dell’uomo, risulta inadeguato a creare quella magia propria dell’arte. E’ un problema che riguarda più in generale le finalità dell’arte, di quello che vuole e deve comunicare e, soprattutto, di quello a cui deve “servire”. La musica sacra, in particolare, dovrebbe essere pensata per l’ambiente acustico che la ospita partendo dal presupposto che il compositore ha come compito principale quello di riabbracciare quei canoni che la rendono strumento di elevazione dello spirito al servizio della liturgia o della contemplazione e meditazione più in generale. Dall’incontro con l’autore letterario e studioso di storia della cristianità Roberto Biondi nasce l’idea di “Veni Sancte Spiritus”, che è la drammatizzazione in musica della storia, delle riflessioni, delle prove fisiche e spirituali che un uomo affronta nella sua esistenza nel tentativo di scoprire e conoscere chi lo ha creato, da dove viene e dove è diretta la sua vita, qual è la sua missione….. Leggi il resto di questo articolo »