Cantico di Perdonanza, cantico d’amore

S. Maria Paganica27 agosto 2009, ore 21.00 piazzale orientale della Basilica di Collemaggio (orto botanico)L’associazione musicale Gli Archi del Cherubino, l’associazione per la musica antica Aquila Altera, l’ente musicale Società Aquilana dei concerti “B. Barattelli”, il Teatro Stabile d’Abruzzo

Presentano

 

Cantico di Perdonanza,

 

cantico d’Amore

  Cantata per musica, narrazione e proiezioni video

 

Ideazione e direzione musicale: Luciano Di Giandomenico
Libretto: Roberto Biondi
Immagini ed elaborazioni video: Tiziana Spera
Voci recitanti: Bartolomeo Giusti e Claudio Marchione
Soprano: Camilla Illeborg

Cantico di Perdonanza, cantico d’Amore, nasce dall’idea di proporre per le celebrazioni della 715^ Perdonanza Celestiniana uno spettacolo di musica, narrazione ed immagini video che si faccia portatore delle istanze più sincere del messaggio di Celestino V. In un periodo come questo, dopo gli eventi drammatici del sisma del 6 Aprile, quando in pochi secondi ci siamo resi conto in maniera visibile e concreta della caducità delle cose, degli averi e soprattutto della vita, riteniamo che sia importante portare alla luce quelle che sono da sempre e, in questo momento ancor di più, le domande esistenziali proprie dell’uomo. Lo spettacolo, perciò, si svilupperà attorno a cinque momenti principali, attorno ai cinque grandi interrogativi dell’uomo: la morte, la vita, l’amore, il perdono e la gioia. Ogni momento è introdotto da un resoconto delle esperienze vissute da un individuo, un individuo ideale che potrebbe essere qualsiasi uomo in qualsiasi parte del mondo, che si interroga sul senso profondo della propria esistenza in relazione a quanto ha visto nel corso della sua vita e pone una domanda, reiterandola e modellandola a seconda della realtà che si trova ad analizzare. È un anelito a conoscere la verità profonda delle cose. La verità sulla morte, sulla vita, sull’amore, sul perdono e sulla gioia. Quelle verità che Pietro da Morrone, prima e Celestino V, poi, si trova a dover metabolizzare, come paradigma di ogni esperienza umana, e dalla cui conoscenza e accettazione dipende la propria, personale felicità. Ogni momento è conseguenziale e legato indissolubilmente a quello che lo segue, in un rapporto di causa ed effetto che potrebbe protrarsi all’infinito. Dall’accettazione della morte dipende la vita, dalla conoscenza profonda e consapevole della vita dipende l’amore, dall’incontro con l’Amore dipende il perdono la cui naturale conseguenza è la gioia. Sullo sfondo delle immagini del sisma che ha ferito la città, elaborate e riprese da Tiziana Spera, con la voce versatile e profonda di attori di grande sensibilità come Bartolomeo Giusti e Claudio Marchione, grazie alle sonorità affascinanti dell’ensemble Gli Archi del Cherubino, con la partecipazione dell’ensemble di musica antica Aquila Altera e grazie all’appoggio logistico di istituzioni prestigiose come la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” ed il Teatro Stabile d’Abruzzo, lo spettacolo si pone come scopo ultimo quello di riconsegnare agli aquilani e, diremo, agli italiani il senso profondo della propria appartenenza alla terra da cui sono, siamo stati generati, riconsegnando ad ognuno, che lo desideri, la propria identità di cittadino del mondo, di cittadino italiano e di cittadino aquilano, imparando anche ad amare la città che altri prima di noi hanno amato, come Celestino V. Se riusciremo a fare ciò forse avremo contribuito anche noi a ricostruire un po’ della nostra città, nella consapevolezza che l’amore è come un fuoco ed è più forte della morte e le acque non lo spegneranno.
Questo è il nostro piccolo contributo, un’opera che può essere assimilata ad una dichiarazione d’amore per la città dell’Aquila, ad una dichiarazione d’amore alla vita, nella speranza di riottenere quello che ci spetta dal 1254: la nostra splendida città. È un inno alla gioia. L’Aquila bella mai non pò perire.

Roberto Biondi e Luciano Di Giandomenico

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Un Commento a “Cantico di Perdonanza, cantico d’amore”

  1. Michele Guerra scrive:

    Caro Maestro Digiandomenico: auguro un buon lavoro. Il 27 non sarò a L’Aquila ma la penserò con affetto: “il soffio del mondo” supera ogni barriera.
    Saluti da Michele Guerra

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