Gli Italiani delle montagne

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Alpini, Alpinisti e Montanari per l’Unità d’Italia
Cantata per orchestra, coro maschile, voci recitanti, solista, immagini (70′)
Promossa dal CAI Torino e dal Coro Edelweiss del CAI Torino, la cantata è stata ideata dal Maestro Vittorio Antonellini e dal Compositore Luciano Di Giandomenico, con testi di Roberto Biondi e con la consulenza artistica ed or- ganizzativa di Gianluigi Montresor.
Si tratta di una composizione sinfonica originale di 70′, nella quale vanno ad incastonarsi 10 brani corali, 2 brani solistici, numerose letture di testi espres- samente ideati per la cantata; il tutto accompagnato da proiezione di immagini.
La cantata si articola in diversi quadri: un prologo ed un epilogo (Sinfonia degli Italiani e Manet Immota) racchiudono 5 aree tematico-temporali, come in un’ideale giornata che ripercorre alcuni snodi significativi del rapporto tra la gente di montagna e la storia d’Italia degli ultimi 150 anni: l’alba (dal Risorgi- mento alla Prima Guerra Mondiale), il mezzogiorno (dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale), il tramonto (La Seconda Guerra Mondiale fino all’armisti- zio), la notte (dal 1943 alla nascita della Repubblica), l’alba di un nuovo giorno (il dopoguerra).
In ciascuno di questi momenti storici, la gente di montagna – che indiffe- rentemente chiameremo via via Alpini o Alpinisti o Montanari – ha fornito un contributo determinante alla creazione e alla crescita dell’Unità d’Italia: perso- naggi storici di rilievo e gente comune, cittadini appassionati e montanari solidi come la roccia, hanno onorato la bandiera italiana, con la vita di tutti i giorni e con gli eroismi dei giorni più bui.
A loro è dedicata questa cantata, e a tutti gli italiani che ancor oggi credono che l’unità nazionale non sia un retaggio retorico del passato, ma una fonte pe- renne di impegno civile e di partecipazione democratica alla crescita morale ed economica dell’Italia, e di cui CAI ed ANA sono espressione concreta ed opera- tiva non solo nel passato ma ancora ai giorni nostri.
Non a caso il prologo e l’epilogo, che racchiudono la cantata, vanno sotto il nome di MANET IMMOTA, brano originale del M° Di Giandomenico, che prende spunto dal motto della città dell’Aquila (Immota manet), sconvolta dal terremoto del 2009, e che impavida resiste nonostante tutto, monito ed esempio per tutti gli italiani, per non cedere allo sconforto e, forte della solidarietà nazio- nale che mai è venuta meno, si propone come la metafora di un futuro migliore per tutta l’Italia.
Un DVD viene realizzato in concomitanza con i primi due concerti per Vivalda Editori.

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