…Hope! Speranza!…

…fino al 5 aprile 2009  h 23:59

Speranza! Una parola che non capisco fino in fondo, dai contorni un po’ sfocati, dal significato oscuro, a volte persino esagerata! Non fa parte del mio vocabolario. Va bene così…perché sperare! Forse ci manca qualcosa? Forse non ho sposato la donna della mia vita? Forse non scrivo la musica che volevo? Forse non sono quello che volevo essere o non ho ottenuto tutto ciò che desideravo? Forse i miei figli non sono sani, bellissimi e molto molto intelligenti? Perchè non sono felice? Che cosa voglio di diverso? Perché cerco al di fuori di me?Speranza…Hope!
6 aprile 2009, h 1 e spiccioli…la natura inizia a borbottare…non mi intimidisce…continuo a pensare che tutti stìano esagerando; sono mesi che trema la nostra città; Marzia ed i bambini sono sul divano del salone…notizie sul calcio anche all’ una di notte…Emanuele è tifosissimo della roma come sua mamma e come tutti gli Zingarelli. Vado a dormire, porto anche i bambini, denti lavati, preghiere insonnolite, pigiama e tutti a nanna; mi mancano poche pagine del mattone di Follet seguito dei Pilastri della terra…lo finisco e dormo…almeno ho terminato il romanzo…

6 aprile 2009, h 3 e 32 ca…la nostra vita è cambiata irrevocabilmente! E’ vero, siamo scossi ma non distrutti!

Speranza…Hope! E’ la parola d’ordine in questi giorni, quella che mi suggerisce uno spirito diverso dal solito, dalla solita vita liscia, forse piatta e borghese, che ho vissuto in questi anni chiedendomi continuamente che senso avesse vivere un’ esistenza tirando a campare in superficie, mirando in fondo a passarmela bene in salute, col lavoro, col matrimonio, con i figli, con le persone che mi circondano, con quelle che mi chiedono, con chi pretende, con chi più semplicemente mi ama così senza tante pretese.
Gli angeli esistono! In cielo ed in terra! Ce li manda Dio, di questo sono sicuro, si presentano con un elmetto in testa o dentro una piccola bara bianca, ma vengono a noi per salvarci dalla paura, dalla menzogna di chi vuole farci vivere senza speranza, da noi stessi quando ci inganniamo in un vicolo cieco. Portano con se un tesoro in vasi di creta, un dono speciale incartato alla buona, una luce fioca che ci consegnano con l’ auspicio che possa essere alimentata dal nostro spirito. Andiamo avanti! Combattiamo una giusta battaglia per il futuro di quelli a cui non dovremmo sopravvivere, ripartiamo dalla bellezza che salverà il nostro tremante cammino. Arrampichiamoci alla nostra unica ancora di salvezza, che sia musica, arte, Dio o quello che di profondo abita in noi. La speranza è l’ ultima… goccia d’acqua quando il deserto ti stritola.

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15 Commenti a “…Hope! Speranza!…”

  1. Vincenzo Raddato scrive:

    forza maestro…tenete duro…un abbraccio a tutta la sua famiglia

  2. claudio scrive:

    dobbiamo farcela…ciao lucia’

  3. daniela valente scrive:

    ciao Lucy Flame, meno male che state bene… anche la mia famiglia, fortunatamente… diverse case un po’ meno… ci vuole tanto coraggio, tanta pazienza, tanta forza per affrontare una cosa che è tanto più grande di tutti…
    un abbraccio, dani

  4. Fabrizio de Rossi Re scrive:

    Grazie Luciano per questa testimonianza profonda e semplice, molto toccante.. Ti stringo forte con un abbraccio augurando a te e alla tua famiglia tutto il bene possibile. A presto !!
    Fabrizio

  5. Massimo Coccia scrive:

    Dopo aver ricevuto dall’amico Luciano Di Giandomenico questo splendido brano, eseguito dagli amici della Sinfonica Abruzzese e da Vittorio Antonellini, non possiamo che fare una riflessione: la musica può aiutare certamente a fortificare gli spiriti ed a spingere alla ricostruzione materiale (necessaria), ma può soprattutto, unico tra i linguaggi, contibuire alla rinascita spirituale di quanti hanno perso case, affetti, sogni. Con la speranza che il futuro ci regali L’Aquila ricostruita, con la sua orchestra, con i musicisti ed i tanti allievi di Conservatorio, con le sue bellezze artistiche, con ancor maggiore speranza e voglia di vivere e perchè no di sognare, anche con l’aiuto del Signore delle Cime.

  6. Flavio Melindo scrive:

    Non mollare! Anche la musica può essere di conforto e di stimolo per la rinascita. Tornerà il sole sopra Roju! Intanto, c’è qualcosa che si può fare da parte nostra, qualche obiettivo specifico a cui possiamo contribuire?

  7. elena scrive:

    Gli abruzzesi che ho conosciuto sono gente forte, robusta, con le mani grosse e la pelle spessa.
    Anche le loro case in pietra lo erano.
    Ma le loro radici sono solide e lunghissime, come le gallerie che stanno sotto la citta’ e che si diramano per chilometri.

    La loro cucina è molto gustosa, il cibo sempre abbondante, semplice e genuino.
    Anche le loro case erano sempre piene di ospiti, che si sentivano come in casa loro.
    Ma le loro amicizie sono vere e sentite con tutto il cuore, e si estendono nel tempo e nello spazio.

    Il loro modo di essere è coerente e diretto, lavorano sempre sodo e tutto quello che hanno se lo sono costruito col sudore.
    Anche le loro attivita’ erano sempre in movimento, aziende familiari, piccole imprese capaci di offrire alta qualita’.
    Ma anche quelle che adesso vacillano sono rinomate anche da lontano.

    Le loro famiglie sono sempre numerose, dove c’è posto per tutti, anche per quelli piu’ strani, per gli anziani, per quelli soli.
    Anche quelle che si sono spezzate sono ancora unite.

    La speranza non è una cosa astratta, è un vivere quotidiano.
    Non cercatela con la mente, ce l’avete nel dna.

    Ovunque siate o andrete, potete anche tremare o vacillare, ma rinascerete piu’ forti di prima.
    Non è u naugurio, è una certezza.
    Vi voglio un mondo di bene.
    Elena

  8. Un abbraccio fortissimo, Luciano, a te, Marzia e ai vostri figli.
    Che non ci manchi mai la forza di combattere e lottare per un mondo che sia, per loro, migliore di quanto questo lo è per noi…
    Forza sempre!
    Franco

  9. Valter Taramasco scrive:

    La vita ci propone sempre delle sfide, alcune, come questa, molto dure. Ma il popolo Abruzzese è duro come la pietra della Maiella, e saprà risorgere dalle macerie, pian piano, come la melodia di canto, ed alla fine, canteremo e suoneremo tutti insieme per festeggiare la rinascita della città e dei paesi, ma soprattutto dello spirito. Maestro, aspettiamo che tu scriva e faccia suonare al Maestro Antonellini questa canzone che deve ancora nascere, io e tutti i coristi dell’Edelweiss ci uniremo all’orchestra in un canto di gioia e di rinascita. La forza della musica è grande e supera tutto e tutti, le difficoltà che oggi vi affliggono domani saranno un ricordo, perchè essa da speranza e con essa la forza per ricominciare, il terremoto può aver distrutto le case ed essersi portato via persone a voi care, ma non ha sicuramente distrutto l’orgoglio e la tenacia del vostro popolo. Un abbraccio Valter

  10. Luisa Curinga scrive:

    Vi voglio bene. E so che ne uscirete più forti di prima. Grazie di questa testimonianza
    un abbraccio a tutti voi, anche da parte di Gianpaolo, Elena e Sara

  11. marina lauri scrive:

    Grazie Luciano per ciò che hai scritto e per il canto che hai inserito. L’ho semre amato per i miei monti, per i miei boschi e la mia neve. Speriamo che Dio ci permetta ancora di tornare a guardare paesaggi e monumenti che ora soltanto l’Italia conosce e ci riconosce. Il mio cuore è pieno di tristezza, ma fiducioso che Dio non distruggerà e costruirà di nuovo sulle ceneri del nostro mondo.
    Baci a te e a Marzia, ma soprattutto ai bambini.
    Marina Lauri

  12. Tarcisio Condini scrive:

    Ho vissuto per circa 2 anni in Abruzzo e penso di conoscere il carattere della vostra gente. Abituata al lavoro duro ed ai sacrifici ma forte e laboriosa ed anche aperta e ospitale.
    E’ vero, quando tutte le sicurezze ci stanno crollando è importante mantenere la speranza; lo dobbiano ai nostri padri, ai nostri figli ed a noi stessi.
    Per i nostri padri.Tutti noi abbiamo vissuto momenti difficili nel passato delle nostre famiglie:guerre, carestie, alluvioni.Se noi siamo qui è perchè i nostri padri non hanno mai perso la speranza nel futuro e non hanno mollato.
    Per i nostri figli e per noi stessi. Oggi più che mai che le comunità non solo Italiane si stringono intorno agli Abruzzesi è importante che la gente sia aiutata a ricostruire in modo consono all’identità della vostra comunità affinchè le nuove generazioni, pur toccate dal 6 aprile, non debbano subire altri traumi o stravolgimenti. Le risorse economiche non mancheranno ne sono sicuro ed anche noi stiamo cercando di dare da Torino un contributo concreto;le risorse umane e spirituali, quelle che debbono fermamente tracciare le linee guida e contribuire alla ricostruzione, debbono essere trovate nella cultura locale che sia contadina, artigiana, musicale, letteraria o tecnico/scientifica.
    Ed è soprattutto la speranza che deve alimentare queste menti. Coraggio!

  13. Davide Giove scrive:

    I poeti resero la Speranza sorella del Sonno, l’etimologia affine all’Aspettativa, la teologia vicina a Fede e Carità.
    Il Sonno turbato di quel terribile 6 aprile sarà al tempo stesso tappa di continuità e nuovo inizio. La Fede nel nostro progetto e la Carità saranno il motore di un Aspettativa che non resterà attesa passiva.
    Noi ci siamo, in tutti i modi che potranno essere utili, a rendere la Speranza sempre più verde, sempre più germoglio, sempre più primavera.
    I Hope.
    con affetto,
    davide

  14. Paolo Riccadonna scrive:

    Abruzzo e Piemonte: terre di montagne.
    Può succedere che,scalando una delle nostre cime più impegnative, il piede scivoli,la mano manchi l’appiglio e in un attimo ti trovi a precipitare inesorabilmente.
    Quando pensi che tutto sia finito,lo strappo della corda che ti lega al compagno di cordata,frena la caduta.
    In quel momento speri, speri fortemente che la corda tenga;speri nell’amico che al di sopra del crepaccio ti conforta e ti stimola.
    Se alla corda dai il nome amicizia e ad essa unisci la stima di uno dei coristi che canta “Signore delle Cime”,la parabola può servire per esprimere la mia partecipazione ed il mio incoraggiamento ?

  15. Elio Tenti scrive:

    caro Maestro, ho conosciuto direttamente gli Abbruzzesi nel 2005 ospitato da voi all’Aquila assieme ai miei amici coristi. Oggi non è diminuito il caro ricordo che porto della Vostra affabile amicizia, diretta, sincera, senza fronzoli inutili. Purtroppo il caro ricordo che ho di voi è amareggiato dalla sventura che vi ha colpito. Le parole di rincuoramento sono difficili da trovare e anche se si riesce a scovare una frase di conforto credo non basti a colmare il vuoto e dolore che tragedie come queste lasciano dietro di sè.
    In momenti così difficili però, è proprio la “SPERANZA” che ci aiuta e ci dà la forza per superare le difficoltà avverse, che ci da come risposta la certezza di non essere soli ma essere attorniati da un prossimo pronto a condividere queste dure prove.
    Se posso con la mia famiglia fare qualcosa di più concreto, riteneteci a Vostra disposizione.
    Auguri Maestro un abbraccio a tutta la famiglia e a tutti gli Abbruzzesi.
    Elio

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