Una idea sulla musica sacra

“Veni Sancte Spiritus”, cantata scenica sacra su testo di Roberto Biondi, è un progetto che avevo in mente da molti anni: scrivere la musica partendo dal luogo a cui è destinata, rappresentare il suono che più si addice alle pietre che lo ospiteranno, quelle pietre che lo hanno ascoltato nella forma ad esse più congeniale per centinaia di anni. Penso che se il suono non mette in vibrazione nulla di quelle componenti strutturali che lo ospitano, dentro e fuori dell’uomo, risulta inadeguato a creare quella magia propria dell’arte. E’ un problema che riguarda più in generale le finalità dell’arte, di quello che vuole e deve comunicare e, soprattutto, di quello a cui deve “servire”. La musica sacra, in particolare, dovrebbe essere pensata per l’ambiente acustico che la ospita partendo dal presupposto che il compositore ha come compito principale quello di riabbracciare quei canoni che la rendono strumento di elevazione dello spirito al servizio della liturgia o della contemplazione e meditazione più in generale. Dall’incontro con l’autore letterario e studioso di storia della cristianità Roberto Biondi nasce l’idea di “Veni Sancte Spiritus”, che è la drammatizzazione in musica della storia, delle riflessioni, delle prove fisiche e spirituali che un uomo affronta nella sua esistenza nel tentativo di scoprire e conoscere chi lo ha creato, da dove viene e dove è diretta la sua vita, qual è la sua missione…..

La musica è il mio personale tentativo di riallacciare i fili con quella necessaria pagina dell’arte che seguiva dei canoni meno estetizzanti ed umanistici e più vicini alla verità della bellezza, quella stessa bellezza che ognuno possiede dentro di sé e che, anche attraverso l’arte, può riscoprire. Sono anch’io convinto che la bellezza salverà il mondo!

santo-spirito_logo18 ottobre 2008

ideazione,musiche e direzione Luciano Di Giandomenico

testo Roberto Biondi

attore Bartolomeo Giusti

ensemble vocale «sesquialtera»

Anna Maria Pansini e Nadia Totano, soprani

Giovanna Di Stefano e Giuseppe Fabrizio, alto

Matteo De Padoa e Luigi Dall’Accio, tenori

Michelangelo Martino e Sergio Picucci, bassi

maestro del coro e viola da gamba Michele Gasbarro

arpa Maria Di Giulio

flauti etnici Paolo Innarella


Due parole sugli artisti…

che hanno risposto all’ invito di dare vita a questo nostro primo esperimento di “musica nel luogo” … per così dire.

Tutti amici e colleghi di esperienza internazionale, artisti di primo livello nel loro specifico, ognuno contribuisce con sincero entusiasmo incuriositi da questa operazione di commistione di generi e suoni tra passato e presente.

Bartolomeo Giusti attore, regista, costumista e molto altro, artista di raffinatissima sensibilità, Michele Gasbarro esperto studioso ed interprete di musica antica nonché infaticabile direttore artistico del festival barocco di Roma, uno tra i più importanti al mondo nel suo genere, Maria Di Giulio arpista e musicista apprezzata interprete in italia ed all’ estero di musica di repertorio e contemporanea, collaboratrice di moltissimi autori della nuova musica, Paolo Innarella polistrumentista del jazz e della popular music, collaboratore di famosissimi musicisti ed autore propri progetti discografici.

L’Ensemble Sesquialtera è composto da musicisti professionisti diplomati in vari strumenti con numerose esperienze strumentali e vocali nei più svariati campi della musica; nato all’interno della Scuola di Didattica della Musica del Conservatorio “U. Giordano” di Foggia è un gruppo dalla vocalità pura ed adattissima al repertorio antico e contemporaneo.

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